Non è normale che sia normale

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25 novembre giornata mondiale per l’eliminazione della violenza sulle donne.

Mentre intorno a noi, in Toscana, in Italia, in tutto il mondo, dilaga la pandemia, i femminicidi continuano a crescere, nonostante il lockdown. Secondo i dati ufficiali della polizia sono addirittura triplicati.

Solo quest’anno le donne uccise per mano di un uomo a loro vicine sono già 97. Tantissime, troppe, sebbene se ne parli tanto con continue campagne pubblicitarie sui social e flash mob… ma ancora non basta.

A causa delle misure di restrizione anche i centri anti violenza hanno più difficoltà a tutelare le vittime che subiscono quasi sempre violenze domestiche per mano di parenti stretti. Purtroppo gli abusi subiti da molte donne sono sotto gli occhi di tutti; ci vengono mostrati in televisione, nei telegiornali, in trasmissioni talk show con interviste e discussioni. Non si parla solo di omicidi, segni di tortura e utilizzo di acidi ma anche e soprattutto di vessazioni verbali, minacce, controlli costanti, stalking. E’ stata anche approvata di recente una  proposte di legge, ribattezzata “codice rosso”, che introduce i reati di revenge porn, sfregi e nozze forzate e impone una stretta sui maltrattamenti in famiglia, aumentando le pene per violenza sessuale e stalking. Ma il terribile trend non si ferma.

Per questo nel 1999 è stata istituita la giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne allo scopo di creare maggiore consapevolezza nelle vittime, affinché le stesse trovino il coraggio di denunciare.

In Italia è stato istituito un servizio pubblico, un numero di telefono (il 1522), per accogliere confortare e sostenere le vittime di violenza. Ma questo non basta.

Occorre l’aiuto e l’ascolto di tutti, perché una violenza che si consuma lascia sempre dei segnali tangibili, percettibili, ma anche altri meno evidenti, più subdoli ma inequivocabili. Sta alla coscienza di ognuno di noi di capire il segnale e dare l’allarme.

Chi subisce in primis ha bisogno di conforto, di vicinanza o semplicemente di un abbraccio.

Smettiamola di credere che se un uomo alza le mani una volta sia normale.

Non è normale che sia normale.

 

About the Author
Valentina Battini nata a Prato. Dopo un diploma in lingue e gli studi umanistici presso il DAMS di Bologna si dedica alla moda, prima come indossatrice, poi nel settore commerciale, lavorando per importanti brand del panorama internazionale. In seguito si occupa anche di teatro e spettacolo come attrice e conduttrice di serate ed eventi televisivi, con spiccato interesse nella scrittura di moda, costume e società.

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