Cronaca di un’epidemia – Cosa ci insegna la storia?

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È ancora presto per sapere quanto il Coronavirus abbia cambiato gli usi e i costumi della nostra società, ma è chiaro che l’onda d’urto di questa “esplosione nucleare” chiamata epidemia del virus SARS-CoV-2 (o Covid-19) avrà delle conseguenze non indifferenti sulla nostra vita e su quella delle generazioni future.

Questa pandemia cambierà il corso della storia in un modo che (per adesso) non possiamo prevedere, proprio come è successo con quelle precedenti. Gli eventi passati ci insegnano che come le guerre, i cambiamenti economici e gli sviluppi tecnologici, anche i focolai di malattie infettive hanno plasmato radicalmente il mondo in cui viviamo oggi.

Facendo un salto indietro nella storia, potremmo parlare della Grande peste di Atene, prima epidemia documentata dalla storiografia greca, che si abbatté sul popolo degli ateniesi nel 430 a.C. Nei tre anni che seguirono, circa un terzo della popolazione – fino a 100.000 persone – furono sterminate dalla malattia. L’epidemia di peste ebbe come conseguenza il collasso della società ateniese (cuore della cultura ellenica del secolo) e probabilmente giocò un ruolo essenziale nella sconfitta della polis nella celeberrima guerra contro Sparta.

Anche Napoleone Bonaparte, secoli dopo, ebbe a che fare con una delle peggiori epidemie che la storia ci ricorda. La sua armata, inviata a reprime una ribellione degli schiavi neri nella colonia francese di Haiti nel 1791 (una delle più importanti e produttive colonie francesi dell’epoca), fu sterminata da un’epidemia di febbre gialla. Più di 50.000 soldati e marinai furono inviati a Haiti per reprimere la ribellione, ma a differenza degli schiavi, i soldati non avevano sviluppato l’immunità di gregge per la febbre gialla, all’ epoca molto diffusa nell’ isola, che veniva trasmessa attraverso le punture di zanzara. Entro l’estate, l’80% dei soldati era morto e l’altro 20% era troppo malato per combattere. L’imperatore perse così non solo la colonia, ma anche uno dei più importanti snodi commerciali con l’America.

Avvicinandosi ai giorni nostri, l’epidemia di influenza spagnola del 1918 non fu solo la peggiore pandemia del XX secolo, ma anche la più mortale della storia, uccidendo circa 50 milioni di persone in tutto il mondo e mettendo in ginocchio le economie di molti paesi, già provati dall’ appena conclusa Prima Guerra Mondiale.

Nonostante la scienza abbia fatto passi da gigante in questo secolo che ci separa dall’ ultima pandemia della storia, la situazione non sembra essere molto migliorata.

“Il mondo moderno è molto più complicato di quanto non sia mai stato; le nostre popolazioni sono più urbane e più mobili, quindi le malattie possono diffondersi più rapidamente. Viviamo anche più a lungo e siamo più vulnerabili con l’età” dice il prof. Snowden, docente di storia alla Oxford University “ma gli esperti concordano sul fatto che ci saranno conseguenze persistenti. Molto probabilmente la malattia sarà duratura ed endemica, e dovremo conviverci a lungo.”

 

 

 

Fonte: https://global.ilmanifesto.it/disease-historian-frank-snowden-coronavirus-exploits-vulnerabilities-we-created/

 

About the Author
Matteo Mungai, amante da sempre della cultura e dello spettacolo. Dopo la laurea in Art Management e gli studi in conservatorio si dedica all' organizzazione e alla gestione di eventi artistici e culturali in tutta la regione. Nel 2019 Lavora come editor e correttore di bozze per un'azienda irlandese. E' l'editore di Montemurlo Notizie.

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